Sotto Accusa
Opera vincitrice premio
“Dalla Tradizione Il Futuro”
dedicato alla memoria di Luigi Kiko Checchini nell’ambito della rassegna
Venezia 1605, organizzata dall’associazione NEXT ART
Venezia immaginata tra trent’anni: l’arte contemporanea è tornata in laguna con “Città nel
Futuro”
Venezia è tornata a interrogare il proprio destino attraverso lo sguardo degli artisti. Con la sesta
edizione della rassegna dedicata alla fondazione della città lagunare, la manifestazione promossa da NEXT ART ha invitato il pubblico a compiere un viaggio ideale nel tempo: trent’anni avanti, in una Venezia ancora da immaginare.
Il titolo scelto per l’edizione – “Città nel Futuro” – si è configurato come una dichiarazione
programmatica. Agli artisti partecipanti è stato chiesto di interpretare, con linguaggi e sensibilità
differenti, la possibile evoluzione della città nei decenni successivi: tra trasformazioni urbane,
nuove tecnologie e il rapporto sempre più delicato tra patrimonio storico e contemporaneità.
L'Opera
Nel 2056 Venezia si fa corpo. Non più soltanto città, ma presenza viva, esposta,
fragile, chiamata a comparire davanti al nostro sguardo come davanti a un
giudizio. Il volto frontale non supplica e non si nasconde: resta, testimonia, resiste.
Il mosaico bianco richiama il sale della laguna e il marmo dei suoi monumenti.
Venezia appare così come una creatura di pietra, luce e memoria, insieme reliquia
e organismo vivente. La mappa urbana sopra il capo pesa come identità, eredità,
destino. La frattura che attraversa il volto è cicatrice del tempo, segno di una
bellezza che non è più intatta ma ancora capace di sostenere lo sguardo.
La briccola, trasformata in figura umana, si fa custode della soglia: presenza
silenziosa tra acqua e terra, tra passato e futuro, tra resistenza e perdita. Nel busto
il Canal Grande entra nella carne e diventa geografia interiore, arteria, ferita,
vita.
Sul collo, nel punto del respiro e della voce, il metro incorpora il ritmo del Ponte
di Rialto. La misura si fonde con il simbolo, e il simbolo si trasforma in costrizione.
Venezia non è solo sotto accusa: è sotto controllo, sotto osservazione, sotto
pressione. La pellicola cinematografica richiama infine la città esposta al mondo,
continuamente guardata, narrata, consumata come immagine.
Sotto Accusa è una Venezia ancora viva. Bellissima e vulnerabile. Misurata, attraversata, ferita. Ma non piegata.
La premiazione
La premiazione
